Il Promontorio (27) Pietre di Creta con Odysseas Elytis. 2

(Creta, 2018)

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L’Intrepido, il Fiducioso, L’Audace
(da “Elegie di Oxo Petra“)

Ora io guardo alla barca che arriverà sempre vuota
Ovunque tu salga; a un Cimitero lontano sul mare
Con Korai di pietra che stringono fiori in mano. Sarà notte e agosto
Quando cambiano la guardia le stelle. E le montagne leggere
Piene di vento buio sono appena sopra la linea dell’orizzonte
Intorno odore di erba bruciata. E una pena d’ignota stirpe
Che dall’alto scende in un rivo sul mare addormentato

Risplende dentro di me tutto quel che ignoro. E tuttavia risplende

Ah bellezza anche se mai ti concedesti intera
Qualcosa sono riuscito a carpirti. Parlo di quel verde della pupilla che per primo
Entra nell’amore, parlo dell’oro che ovunque lo posi infuoca luglio.
Ritirate i remi voi usi ad una vita dura. Portami là dove vanno gli altri
Non si può. Nacqui per non appartenere a nulla e a nessuno
Vassallo del cielo chiedo di tornare di nuovo là
Nei miei diritti. Lo dice anche il vento
Da piccolo lo stupore è fiore e quando cresce è morte

Ah bellezza tu mi consegnerai come Giuda
Sarà notte e agosto. Enormi arpe si udranno di tanto in tanto e
Con il poco turchino della mia anima l’Oxo Petra comincerà
A emergere dal buio. Piccole dee, da sempre giovani

Frigie o Lidie con corone d’argento e ali verdi intorno a me si raduneranno cantando
Quando le pene di ognuno saranno scontate
Con colori di amari ciottoli: tanto
Con fibule di dolore tutti i tuoi amori: tanto
La torba della roccia e l’orrendo crepaccio del tuo sonno non recinto: due volte tanto

Finché una volta il fondo del mare con tutto il suo plancton invaso di luce
Si rovescerà sulla mia testa. E altre cose fino ad allora non svelate
Appariranno come viste attraverso la mia carne
Pesci dell’aria, capre dall’esile corpo erto contro le onde scampanio di
San Demetrio il Profumato

Mentre in fondo lontano continuerà a girare la terra con una barca nera perduta a largo e vuota.

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da “Odysseas Elytis. Un europeo per metà”, a cura di Paola Maria Minucci e Christos Bintoudis. Traduzioni di Umberto Cini e Gaia Zaccagni, 2010

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(Articolo a cura di Giovanni Asmundo)

Il Promontorio (27) Pietre di Creta con Odysseas Elytis. 2

Il Promontorio (25) A Creta con Odysseas Elytis. 1

Rethymno, Creta (aprile 2018)

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Laconica

L’angoscia della morte tanto m’incendiò, che il mio bagliore si riverberò nel sole.

Quello adesso m’invia nel pieno accordo della pietra e dell’aria

E dunque, quello che cercavo, sono.

Estate di limo, riflessivo autunno

Inverno minimo

La vita reca l’obolo della foglia d’ulivo

Entro la notte degli stolti con un piccolo grillo riconvalida la norma dell’Inaspettato

(Odysseas Elytis, in Sei rimorsi più uno per il cielo, 1960)

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(Articolo a cura di Giovanni Asmundo)

Il Promontorio (25) A Creta con Odysseas Elytis. 1