Lost in: Vittorio Sereni

verano roma
Cimitero Monumentale del Verano – Roma

 

Prende abbrivo da due testi del nostro amato Vittorio Sereni l’itinerario di un nuovo smarrimento: un viaggio dentro le opere dei grandi autori attraverso la loro traduzione in lingua inglese. Rovesciando e respingendo il noto aforisma attribuito a Robert Frost, “Poetry is what gets lost in translation”, apriremo le braccia alla poesia, Lost in: perse dentro la sua materia stellare più pulsante e incandescente armate di uno specchio australe, alla ricerca di nuovi punti di incidenza della luce (p.s.)

 

Verano e Solstizio

 

Perché, tu che sai tutto di Roma,
lo chiamate così quel vostro cimitero
con quel nome spagnolo che significa estate?
(così – non lo dissi – per durare
porta la sua radice nell’estate
la primavera, morendovi).

L’estate di Roma ci stava davanti
con la più svaporante
la sua più mortale calcinazione.

Ne prendo nota – sorrise – te lo dico la prossima volta.

Risponde stasera per lui l’invisibile
cicala solista dell’ultima ora di luce
l’abitatrice delle foglie incendiate
di un troppo lungo giorno:
questo è el verano e il Verano,
s’infervora l’infaticabile,
questa l’estate di Roma di Spagna di dovunque
questa la primavera nell’estate,
rincara l’univoca la vermiglia voce abbuiandosi
in tutte le Rome di ritorno
di alcune estati prima.

Vittorio Sereni

(da Stella variabile, 1982)

 

Verano and Solstice

 

Why, you who know everything about Rome,
do you call that cemetery of yours
with a Spanish name that means summer?
(because – I didn’t say – to last
spring stretches its root
into summer, dying there).

Summer in Rome lay before us
with its most evaporating
its most deadly calcination.

I’ll think about it – he smiled – and tell you next time.

Answering in his place tonight is the invisible
cricket soloist in the last hour of light
the dweller of the leaves inflamed
of a much too long day;
this is el verano and the Verano,
enthuses the indefatigable,
is summer in Rome in Spain in all places
is spring into summer,
stresses the unique the vermillion voice darkening
in all the Romes returning
of some summers past.

Vittorio Sereni

(from The variable star 1982)
Translation ©Matilda Colarossi 2017

 

*

 

I versi

Se ne scrivono ancora.
Si pensa ad essi mentendo
ai trepidi occhi che ti fanno gli auguri
l’ultima sera dell’anno.
Se ne scrivono solo in negativo
dentro un nero di anni
come pagando un fastidioso debito
che era vecchio di anni.
No, non era più felice l’esercizio.
Ridono alcuni: tu scrivevi per l’arte.
Nemmeno io volevo questo che volevo ben altro.
Si fanno versi per scrollare un peso
e passare al seguente. Ma c’è sempre
qualche peso di troppo, non c’è mai
alcun verso che basti
se domani tu stesso te ne scordi.

Vittorio Sereni
(da Gli strumenti umani, 1965)

 

Verses

Some are still being written.
We think of them as we lie
to the trepid eyes that tender well-wishes
on the last day of the year.
They are written only in the negative
within a blackness of years
as if paying a fastidious debt
after a number of years.
No, the exercise was no longer a happy one.
Some laugh: you wrote for art’s sake.
Not even I wanted this who wanted something different.
We make verses to shake off one burden
and move on to the next. But there is always
one too many burdens, there is never
any verse that will suffice
if tomorrow you yourself forget it.

Vittorio Sereni
(from Human instruments, 1965)
Translation ©Matilda Colarossi 2017

 

mati colarossi.jpg

Matilda Colarossi è traduttrice e insegnante. Nata in Italia, cresciuta in Canada, adottata, da adulta, dalla città di Firenze, ama leggere, tradurre e insegnare. Ha pubblicato in inglese su: Asymptote  (Lessons in slowness  di Susanna Basso) Asymptote (Poachers di Alessandro Cinquegrani); su Lunch Ticket Org. (“The Last Cigarette” e “Six Minutes,” di Paolo Zardi); esu Poetry International Rotterdam (Poems di Roberto Amato). Prossime uscite: Sakura Review (No return di Erri De Luca); Ilanot Review (In conformance with glory di Demetrio Paolin). Da due anni traduce la letteratura taliana che più ama sul suo blog paralleltexts:words reflected.

 

(Articolo a cura di Patrizia Sardisco)

(foto: fonte web)

Lost in: Vittorio Sereni

3 pensieri su “Lost in: Vittorio Sereni

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...