La Scalinata di Maggio

Caltagirone_scalinata santa maria del monte
Scalinata di Santa Maria del Monte, Caltagirone

Nove Maggio 1978 , di Flavio Almerighi

Facevo la Quinta quand’è morto Impastato,
maggio e già era rigido inverno,
stavo abbracciato a un grembo di rose
finendo per pungermi e sanguinare

di tutte le lettere scritte per niente,
sono la più lunga, messo in bottiglia
affidato al mare dal guscio di ceralacca,
arrivo oggi che sono spaccato e vecchio

e voglio per me un po’ d’infinito.

***

 

di Miriam Bruni

*
Prendimi
come fa il sole
quando possiede la siepe
e ne muta finanche il colore

*
Ci incontriamo fra i non nati
– Quanti siamo! –
Fra il segno e il senso. I sensi
e il mondo. E scambiamo
nell’ombra parole, lasciamo
sfiorire le rose (gli amori
fuori tempo – fuori campo)
Gettiamo nuovi fili
oltre la cruna – Forse ami –

*
Nove ore nei sandali nuovi lungo le strade
e dentro biblioteche, locali cittadini,
piccole case.

Una giornata tra donne, solitudini
e destini. Radio Tau alle orecchie
negli spostamenti, e una brezza
costante sui miei passi lenti.

Un bellissimo foulard
a cingermi le spalle
e la gradita riconciliazione
con l’ identità interiore.

***

 

Nuvole di maggio, di Silvana Di Girolamo

Presagi
Come poeti estinti
Alla fine del tempo
Spighe troppo mature
Lasciate agli uccelli
Con la generosità
Di quando è quasi estate
E i papaveri
Formano rosse chiazze
Tra il verdeggiare dei campi
Presto ingialliti e avidi
Di fresca pioggia autunnale

Una trasformazione continua
Come i pensieri che scorrono
Sotto lo sguardo amorevole e attento
Di anime con le parole scritte
Sulla punta delle dita
Sempre pronte a donarsi
In una combinazione intuibile
Al resto della gente
Che non sa capire
Quello che gli occhi guardano
E calpesta ogni giorno
La bellezza del mondo
Inconsapevole del delitto
Troppo attenta al proprio dolore
Che non sa collegare
Agli eventi globali

Come gocce di pioggia
Che non vedono il temporale
Ma solo l’ingrossarsi del fiume
Che alla fine travolge ogni cosa
Anche gli argini
Che lo abbracciavano forte

 

***

Il giuramento dei germogli,  di Luigi Finucci

Nella piazza c’era il rumore
dei musicanti, senza tempo
cambiavano volto
alle madri senza volto,

– non pensare al tuo grembo –

il marciapiede era stretto
per restare seduti, perduti
tra i tombini si è fermata
la foglia e una moneta:

ci sono quasi tutti
e così
ci sidimenticadeisussurri
e del dono di dare germogli.

***

 

Di maggio, di Carmen Lama

In quella casa avita ora in declino
di maggio rose profumi pensieri
appesi alle pareti – sulla porta –
o sui balconi – erano in bella mostra

Poi col tempo sbiadiscono i ricordi
come le rose i profumi i pensieri

Ma non dimentico bei fiori gialli
ornamenti che pendono dai rami
piccole gioie d’oro – soltanto da ammirare
ché maggiociondolo mi prende il cuore

Forse quel che mi attira è il suo veleno
e – in quella casa – il rischio di incontrare
Mitridate – fantasma reincarnato

Le case a volte assorbono veleni
dal sottosuolo o dalle piogge acide
così fa il mio gradito maggiociondolo
s’affida alle radici oppure al cielo –

***

 

Canto di maggio, di Guido Mura

Ora esplodono l’erbe e le radici
zampillano i cespugli
dove un gatto s’acquatta
credendosi invisibile
infuria maggio dirompente zolla
lava segreta velenosa polla
che zefira tormenti ed emozioni
l’orologio si sveglia e rinverdisce
ha spezzato il sudario
s’inebria di lucori si libra di rami

Ancora torna maggio coi suoi cieli
troppo ridenti e carichi di attese
illusioni roventi
aggrappate ai balconi
inondati di luce e di profumi
nel gaudioso delirio il male irrompe
più vivo della noia più veemente
di un fuoco paventato
fanfare dell’abisso
che accecano promesse

Qui attorno le sirene non incantano
delle ambulanze e della polizia
il vento è forte non riposano i merli
un bambino col padre esce dal tempio
con la kippah sul capo
immerso nella storia
senza saperlo
Oltre il perenne andare delle cose
come un bollore ardito e inconsapevole
arde l’intolleranza

E tante crude immagini di morte
grandinano sugli occhi
di chi vive l’assurdità dell’odio
come un suono lontano
di voci che allontanano la noia
dalle pareti spente…
E come sanno fingere
le rose che continuano a fiorire
ma i profumi suadenti non ricoprono
l’aspro tanfo dei morti

***

 

di Adele Musso

In questa custodia temporanea,
ho ordito un segreto
a me s’adatta e io a lui.
Piccole aperture,
sottili veloci mutamenti.

La sinfonia converte lo spartito
il rigo è pieno, il rigo è vuoto.

Custode, d’un tempo
che mi invita a comporre le note
a scomporre dolori

Seduta sullo sgabello
accorcio le distanze
le punte sulla terra

Custode del mio lungo maggio
e del nome che è il primo
e s’adatta prima che muti l’abito
ché dalla bocca
il canto si rivela.

 

***

di rosaturca

E piove

a battiti
di cuore

un’aria lieve
rintoccava        ed era
un’ala di rose
al cupo suono dei bronzi

              benedette siano le parole

miracolose
le parole
se ora levano le voci
in cori di preghiera.

E viene sera,
e addensano i sereni
di Magnificat Anima Mia.

 

scalinata corinaldo (ancona)
Scalinata di Corinaldo (Ancona)

(Articolo a cura di Patrizia Sardisco)

 

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3 pensieri su “La Scalinata di Maggio

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